coronavirus italia corona virus covid 19 gravidanza donne incinta pregnancy neonato allattamento aprile ottobre news ultime notizie cosa fare non serenità parto esami crescita

Coronavirus: i comportamenti da attuare in caso di gravidanza, parto e allattamento

Coronavirus: i comportamenti da attuare in caso di gravidanza, parto e allattamento

Come reagiscono al coronavirus le donne in gravidanza? Quali sono i rischi per feti e neonati? Quali sono le principali precauzioni che deve adottare una donna in gravidanza? Sono le domande che da diversi giorni in molti (e molte) si stanno ponendo.

Contrarre il Coronavirus in gravidanza è il nuovo incubo delle gestanti. Sì, perché come se non ci fossero già abbastanza infezioni e pericoli da scampare in quei nove mesi – che, visti dall’esterno, sembrano un momento tutto rose e fiori e che invece, vissuti dall’interno, corrispondono a un serrato susseguirsi di esami del sangue, controlli medici e alimenti da evitare – adesso ci si è messo pure il Nuovo Coronavirus COVID-19.

coronavirus italia corona virus covid 19 gravidanza donne incinta pregnancy neonato allattamento aprile ottobre news ultime notizie cosa fare non serenità parto esami crescita

ACCORTEZZA Sì PAURA NO

Intanto va premesso che, col COVID-19, ci troviamo di fronte a una situazione del tutto nuova e che servirà ancora del tempo per raccogliere ulteriori dati e trovare altre risposte.

Di fatto, però, in questo momento una donna alla sua prima visita ostetrica, è indispensabile che stia calma e che viva con assoluta serenità la sua gravidanza.

Perché, prima ancora di preoccuparci del maggiore o minore impatto fisico di un virus su una donna incinta, dovremmo ricordarci di un nemico per così dire precedente e addirittura più insidioso per una donna in stato interessante: ossia, lo stress.

Per una gestante, infatti, provare paura o ansia significa avere ripercussioni negative sul proprio sistema immunitario e sullo stesso andamento della gravidanza.

Perciò, la primissima cosa che una donna in stato interessante dovrebbe fare è quella di preservare una certa serenità interiore e di continuare a condurre una vita che possa favorire questo senso di tranquillità e di armonia.

E quindi di inserire determinate attenzioni all'interno di giornate che dovrebbero continuare a essere percepite come “normali”. Ecco, la paura di contrarre il Nuovo Coronavirus non dovrebbe inquinare il proprio stato d’animo. Non dovrebbe mandare all'aria la sensazione della “normalità”.

Quindi assolutamente sì alle accortezze richieste dal periodo, ma no alla paura. E allora, tanto per chiarire le idee e dissipare eventuali psicosi (inutili e nocive per lo stesso feto) proviamo ad analizzare le paure più frequenti di molte gestanti e a capire cosa c’è da davvero da tenere presente o da fare.

Che impatto può avere il Nuovo Coronavirus su una gestante?

Le donne in gravidanza sono considerate soggetti a rischio per le infezioni respiratorie virali, quindi il coronavirus come pure l’influenza stagionale, possono avere conseguenze sulla madre e sul feto.

Per questo motivo l’Istituto superiore di sanità raccomanda di fare il vaccino antinfluenzale alle donne incinte all’inizio della stagione autunnale. Per il coronavirus Sars-CoV-2 (Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus-2) responsabile della malattia Covid-19 (Coronavirus disease -19) le donne in gravidanza devono seguire le misure di prevenzione primaria come l’igiene frequente e accurata delle mani e di evitare il contatto con soggetti malati o sospetti. Al momento non si hanno informazioni relative alla suscettibilità delle donne in gravidanza.

La trasmissione del virus avviene attraverso il contatto diretto da persona a persona, mediante le goccioline del respiro che possono essere veicolate da saliva, tosse o starnuti delle persone infette e mediante le mani contaminate (non ancora lavate) a contatto con bocca, naso od occhi.

Non è noto se avvenga la trasmissione dalla madre al feto. Secondo i report relativi ai primi 19 casi di bambini nati da madri malate, il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue prelevato da cordone ombelicale.

Attualmente non esistono evidenze a supporto di una trasmissione verticale del virus al bambino. Allo stato attuale delle conoscenze non sembra opportuno ricorrere elettivamente al taglio cesareo. Per quanto riguarda la gestione ospedaliera dei casi sospetti o certi si rimanda a quanto raccomandato per la gestione delle condizioni infettive incluso, qualora necessario, l’isolamento di madre e/o neonato/a.

L’eventuale separazione temporanea del/la neonato/a dalla madre durante il ricovero dev’essere attentamente ponderata dai medici insieme alla madre, valutando i rischi e i benefici di questa scelta, incluso il potenziale protettivo del colostro, del latte materno e dell’allattamento.

Ad oggi dunque sappiamo che il Coronavirus non si trasmette dalla madre al feto e che da madri colpite da tale virus sono nati bambini sani. Quello che ancora resta da capire è in che misura il Coronavirus potrebbe impattare durante il primo trimestre di gravidanza, ossia in un periodo gestazionale più delicato, nel quale solitamente qualsiasi tipo di infezione può avere ripercussioni più significative.

Una donna incinta è più o meno esposta al rischio di contagio rispetto ad altre persone?

Al momento non ci sono dati specifici in merito alla suscettibilità delle donne in gravidanza. Sappiamo soltanto che le persone più a rischio risultano quelle anziane e quelle con malattie pregresse. E che la categoria meno a rischio è quella rappresentata dai bambini, in quanto dotati di un miglior sistema immunitario.

Perciò, in questo quadro, le donne in gravidanza non sembrano esposte a maggiori rischi. Anzi, un aspetto positivo legato alle gestanti è che, al giorno d’oggi, sono così monitorate (una donna incinta effettua esami almeno una volta al mese) da risultare “avvantaggiate”, rispetto ad altre categorie, sul fronte dei controlli e della prevenzione.

In assenza di un vaccino contro il nuovo coronavirus Covid-19 e di informazioni circa la suscettibilità delle donne incinta alla patologia causata da questo nuovo virus, si raccomanda di seguire le comuni azioni di prevenzione primaria che prevedono l’igiene frequente e accurata delle mani e l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, secondo le raccomandazioni del ministero della Salute e delle istituzioni internazionali (che vanno estese anche ai contatti delle donne in gravidanza).

Se una donna in stato interessante contrae il Covid-19, quali rischi potrebbero esserci per il bambino?

Come detto prima, in base ai dati emersi finora, non sembra che ci sia alcun rischio per il bambino. Sappiamo infatti che le mamme cinesi colpite dal Coronavirus hanno partorito bambini sani.

È chiaro che i dati attualmente a nostra disposizione sono ancora pochi ed estremamente recenti, ma intanto questi pochi dati a nostra disposizione sono positivi e incoraggianti. E non è poco in questi tempi

Quali sono le principali precauzioni che deve adottare una donna in gravidanza?

Le stesse dell’intera Nazione. Innanzitutto è importante differenziare le precauzioni da prendere in base alle zone di emergenza. In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è raccomandabile che la donna in gravidanza che continua a condurre una vita “normale”, nel rispetto delle disposizioni governative – frequentando quindi anche luoghi di lavoro o supermercati – indossi la mascherina e lavi frequentemente le mani.

La mascherina deve essere usa e getta. Non deve essere tenuta per qualche ora, poi riposta in tasca e poi indossata nuovamente, perché le goccioline eventuali che contengono il virus rimangono sulla mascherina che diventa così un raccoglitore di rischio. Bisogna quindi indossarla, toglierla, gettarla e lavarsi subito le mani.

Le mani vanno lavate o con il gel o con acqua calda e sapone per almeno 60 secondi.

Questo va fatto ripetutamente nell'arco della giornata in quanto questo virus sopravvive molto di più sulle superfici rispetto al virus dell’influenza; fino a 72 ore. 

Tuttavia, ad oggi, il rischio delle gravide di contrarre il COVID-19 non risulta elevato come quello dell’influenza che è invece un virus importante per la donna incinta e il suo bambino.

A livello sessuale, una donna in gravidanza dovrebbe avere particolari precauzioni per evitare di contrarre il Covid-19?

Sì, se ci riferiamo a una donna con il compagno colpito dal Coronavirus: in tal caso, è chiaramente raccomandabile di evitare rapporti intimi – ma anche “ravvicinati” in senso generale – durante il cosiddetto periodo di quarantena.

E se il compagno fosse (senza saperlo) un portatore sano di Covid-19??

In tal caso, non servirebbe a nulla evitare a monte i rapporti sessuali, in un’ottica di “prevenzione”. Il contagio, infatti, avverrebbe molto prima dei rapporti intimi. Magari anche chiacchierando a tu per tu a tavola.

Inoltre, evitando di avere dei normali rapporti sessuali ci si precluderebbe di vivere la sessualità in modo sereno e bruciare la possibilità di guadagnare benessere: ricordiamoci che l’orgasmo influenza in modo positivo il sistema nervoso e tale “beneficio” può contribuire eccome al buon andamento di una gravidanza.

Cosa dovrebbe fare una donna incinta preoccupata all’idea di aver appena contratto il Coronavirus?

Contattare subito il suo ginecologo oppure, nell’attesa di parlare con calma con il suo specialista e ricevere consigli tarati sulla sua personale situazione, chiamare il numero 1500 per ricevere una prima assistenza e una prima manciata di informazioni.

Parto naturale o Cesareo?

Allo stato attuale delle conoscenze, per le donne con infezione da nuovo coronavirus Covid-19 non c’è un’indicazione al taglio cesareo.

Per quanto riguarda la gestione ospedaliera dei casi sospetti o certi, le indicazioni da seguire sono le stesse di quelle raccomandate per la gestione degli altri casi di infezioni da Covid-19 incluso, se ritenuto necessario, l’isolamento di madre e/o neonato.

Una mamma infetta da Covid-19 può allattare?

Nel caso di donne colpite dalla malattia, il virus non è stato rilevato nel latte materno raccolto dopo la prima poppata (colostro). In almeno un caso sono stati rilevati anticorpi. Date le informazioni scientifiche attualmente disponibili e il potenziale protettivo del latte materno, si ritiene che, quando si sospetta l’infezione o la persona è affetta dal virus da Covid-19, in condizioni cliniche che lo consentano e nel rispetto del suo desiderio, l’allattamento debba essere avviato e/o mantenuto direttamente al seno o con latte materno spremuto.

Per ridurre il rischio di trasmissione al bambino/a, si raccomanda l’adozione delle procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso della mascherina durante la poppata. Nel caso in cui madre e bambino/a debbano essere temporaneamente separati, si raccomanda di aiutare la madre a mantenere la produzione di latte attraverso la spremitura manuale o meccanica che dovrà essere effettuata seguendo le stesse indicazioni igieniche.

Ogni ospedale ha inoltre organizzato, ormai da settimane, dei percorsi sicuri separati per le donne con sospetto di COVID-19 e per le donne che presentano effettivamente una positività al coronavirus. Ci sono quindi camere e sale parto separate, sistemi di protezione studiati ad hoc per il personale che assiste, per le mamme e per l’accompagnatore, in modo da far sì che non ci sia una commistione con i flussi normali delle donne sane che vengono a partorire.

A quali sintomi bisogna prestare attenzione durante la gravidanza?

I sintomi da tenere presenti sono quelli di qualsiasi affezione delle vie respiratorie: secchezza di naso e gola, piccole difficoltà respiratorie, tosse, sensazione di fatica a respirare, respiro frequente. Tutti i sintomi classici dell’influenza o anche più lievi.
In tal caso bisogna chiedere un consiglio al medico curante e, se i sintomi sono acuti e gravi, è necessario rivolgersi ad un pronto soccorso ostetrico ginecologico.

Lascia un commento

* Campi richiesti

Nota: i commenti devono essere approvati prima di essere pubblicati.