Cosa serve davvero ad una neomamma. Pochi oggetti, zero giudizi e tant – TODOGI
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Cosa serve davvero ad una neomamma. Pochi oggetti, zero giudizi e tanto supporto.

Cosa serve davvero ad una neomamma. Pochi oggetti, zero giudizi e tanto supporto.

Il blog di TODOGI è stato creato da una mamma per le mamme. Sono mamma da quasi 2 anni e quindi capisco perfettamente le difficoltà e le gioie che porta con sé la maternità.

Il blog nasce proprio da questo: il mio obiettivo era ed è quello di condividere con le altre mamme le mie esperienze, conoscenze ed errori, così da poter fornire loro un piccolo aiuto in tutto ciò che può capitare nella vita quotidiana di una donna alle prese con la crescita dei propri figli e, perché no, di trovare su questo e-commerce delle soluzioni pratiche.

Partorire è un’esperienza che da un giorno all’altro ti cambia completamente la vita, le tue priorità diventano diverse da quelle che avevi prima e il tuo cuore scopre una forma d’amore nuova, pura e speciale, che in precedenza non conosceva. 

Tommi è stato il mio Big Bang, un’esplosione che ha generato in me un radicale cambiamento di vita, personale e soprattutto professionale.

Io, maniaca del controllo, prima di partorire avevo letto talmente tanti libri, articoli, saggi, che sapevo esattamente cosa sarebbe successo prima e durante il parto. Ma avevo sottovalutato il post partum. Quello credevo fosse tutto così…”naturale” da non richiedere di certo preparazione o approfondimento.

Beh non è esattamente così. Non è assolutamente quello che si legge nelle riviste di settore o si vede nei film patinati americani.

E ciò lo si constata sulla propria pelle (nel vero senso della parola!). E personalmente credo che se ne parli poco, che le mamme provino quasi vergogna a parlarne o paura di essere giudicate “cattive mamme” o “mamme inadeguate”..

Ma sono sicura possa essere utile a chi deve ancora vivere questa esperienza o a chi la stia vivendo leggere parole vere e non romanzate sulla maternità e sul post partum, per prepararsi a tutto e per non sentirsi sole e soprattutto inadeguate o peggio giudicate.

La verità è che sono tante le storie di allattamenti falliti, di mamme che provano sentimenti di frustrazione e inadeguatezza.

Nonostante le migliori intenzioni delle nostre mamme, dei nostri mariti, delle nostre sorelle o amiche, spesso loro stessi sono i protagonisti di interventi che sortiscono effetti opposti a quelli desiderati, come ad esempio nell’assistenza postpartum a una neomamma.

Oggi mi rendo conto che ogni volta che mia madre o mio marito mi toglievano dalle braccia mio figlio che piangeva per farmi vedere come calmarlo o, con gesti rapidi e precisi, mi veniva mostrato come si cambiasse un pannolino o come si facesse un bagnetto, la loro intenzione era di volermi aiutare o insegnare qualcosa ma in quel momento il messaggio che captavo nella mia testa era: «Non sei capace».

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Per non parlare delle volte in cui mi veniva detto: «Non hai abbastanza latte per questo piange», «Non è normale che il bambino stia sempre attaccato al seno»; «Non dai abbastanza latte al bambino, diamogli un aggiunta di latte artificiale»; «Non sei entrata ancora in connessione con tuo figlio, devi trovare il tuo equilibrio»; «Pesalo, prima, dopo, durante i pasti e vedrai…»; «Non essere testarda dagli il ciuccio ora!».

Sentenze che facevano male, consigli non richiesti e che non mi aiutavano anzi sortivano proprio l’effetto opposto! Il tutto mentre ero nel pieno del mio squilibrio ormonale, in preda dai dolori post parto, in preda dai dolori di un allattamento più difficoltoso del previsto.

Assistenza postpartum: meccanismi dannosi

Quando una mamma stremata da un pianto inconsolabile del piccolo va dalle infermiere chiedendo un’aggiunta di latte, o va dal pediatra con il suo carico di dubbi riguardo la propria capacità di allattare, convinta che sia la fame l’unico demone che può turbare la serenità di suo figlio, dare quell’aggiunta di latte artificiale senza esitazione, significa dare fondamento ai suoi timori e dirle che da sola non è in grado di sfamare il suo bambino.

In poche parole, non è capace di fare la mamma. La fretta non aiuta, ma spesso l’assistenza data durante il puerperio è fatta di gesti troppo veloci, soluzioni troppo rapide che non richiedono tempo. Anche perché in ospedale di tempo ce n’è sempre troppo poco.

Spesso i reparti sono pieni e le madri da seguire sono più di quelle che il personale è in grado di assistere. Così, succede che gli operatori si trovino a improvvisare consigli e suggerimenti scorretti, basati unicamente sulla propria esperienza personale, e non su evidenze scientifiche, cosa che innesca spesso meccanismi scorretti e un forte senso di inadeguatezza delle madri al proprio ruolo.

Assistere una donna che ha appena partorito significa lavorare con quella serie di sentimenti e insicurezze che una nascita può provocare, significa sapere che quello che la madre sta vivendo è un momento di estrema fragilità emotiva, significa che chi deve aiutarla deve essere dotato di una grande capacità di ascolto e di empatia.

Se la maternità fosse realmente tutelata come dovrebbe, ci sarebbe maggiore attenzione a questi aspetti e al fatto che chi lavora con le madri ha bisogno di essere formato non solo per la parte che possiamo definire tecnica, ma anche sul come instaurare una relazione che sia di aiuto alla donna anche per il post partum.

Chi assiste dovrebbe essere in grado di fare silenzio fuori e dentro di sé per potersi mettere in ascolto della madre e comprendere che cosa stia chiedendo veramente.

A dirlo è la scienza: niente giudizi ma solo fatti

Diversi studi hanno dimostrato come il migliore intervento sulle madri sia quello che le protegge dalla solitudine: l’intervento di operatori non professionali, con una formazione minima, si è dimostrato sufficiente e risolutivo in molti casi di disagio e di depressione.

Una donna che ha appena partorito può sentirsi sola anche in mezzo a tanta gente che si prende apparentemente cura di lei, e questo avviene quando queste persone sono prese più dal ruolo di consigliere e risolutrici dei problemi di un neonato, che da quello di portatrici di cure anche per la neomamma.

Nonne, mariti, sorelle o amiche possono agire in modo poco appropriato, come è capitato a me, così che le madri finiscono col sentirsi delle incapaci, in balìa di una moltitudine di persone che pensano di sapere che cosa sia meglio per il loro bambino.

Dunque, aiutare una donna che deve affrontare un parto o ha appena partorito significa soprattutto aiutarla a riconoscere la sua istintiva conoscenza e le sue innate abilità di madre, senza mai farla sentire inadeguata a sostenere il suo ruolo.

Gli oggetti che potrebbero venirti in soccorso

Di ritorno a casa dopo aver partorito, tra un dolore ancora fresco e le emozioni calde di aver dato alla luce un piccolo esserino tutto tuo, ci sono poche cose da avere a portata di mano per vivere le prime giornate in maniera meno pesante:

1. Il cuscino di allattamento.

Arrivata a casa hai tanta di quella stanchezza addosso che non basterà un mese per riprenderti. Il cuscino di allattamento ti sarà utile per allattarlo assumendo la giusta posizione ma anche per il mal di schiena o per tenere il bambino con te mantenendo una posizione corretta e che non ti stanchi troppo.

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2. Le coppette in argento.

Sempre per quanto riguarda l’allattamento consiglio le coppette in argento da utilizzare tra una poppata e l’altra, per alleviare il dolore provocato dalle ragadi e per accelerarne la guarigione.

3. Le coppette assorbi latte.

Quando arriva la montata lattea, considerando che sono inevitabili le perdite di latte, bisogna essere preparate al fatto che se non si indossano le coppette molto probabilmente i vestiti si macchieranno. Mettendo le coppette assorbi latte non ci si deve più preoccupare delle perdite e si può vivere più serenamente l’allattamento.

4. I pannolini

Parlando di cose materiali che occorrono subito dopo aver partorito, per me, indispensabili sono i pannolini, super assorbenti e che trattengono le perdite di tutti i generi, perchè evitano tanti bucati alla neo mamma e rispettano la cute del bambino. Provate ad utilizzare i pannolini lavabili che rispettano l’ambiente, la cute dei vostri piccoli ma anche le vostre tasche! Basterà fare una spesa iniziale e sarete a posto fino allo spannolinamento! Inoltre c’è bisogno di una pasta protettiva neonati molto valida, sempre per difendere la cute assai delicata dei bambini.

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5. Le mussole

Le mussole per me sono una degli oggetti che non possono assolutamente mancare in un corredino che si rispetti. Un must have sia per le neomamme sia per le mamme più esperte. Una mussola ha davvero 1000 usi: come copertine, lenzuolini, accappatoio sulla pelle delicata dei neonati, per fasciare il neonato per calmarlo in caso di coliche o pianto, come telo per proteggerlo in caso di cambio pannolino fuori casa, nel passeggino per riparare il cucciolo dal vento o dal sole e perchè no anche come sciarpa per la mamma! Gli usi sono davvero infiniti. Occupano poco spazio in borsa. Usa mussole in cotone bio certificato GOTS per la massima sicurezza del tuo piccolo. Usa le mussole TODOGI.

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6. Bavaglini a volontà.

Il primo periodo da neomamma non avrai nè tempo nè voglia per lavare e dedicarti alla casa. Per questo avrai bisogno di tanti cambi. I bavaglini sono indispensabili (da spargere in tutti gli ambienti) perché il bambino farà tante poppate e potrebbe soffrire di rigurgiti. Io, ad esempio, non ne avevo comprato abbastanza, eppure in casa ne avevo più di venti e mio figlio è nato in primavera, quindi non avevo problema per fare le lavatrici e far asciugare i panni. Non mi bastavano mai!

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7. Fascia elastica o Marsupio porta bebè

Sono poi molto utili le fasce elastiche o i marsupi porta bebè. Io ho trovato molto utile il marsupio porta bebè per portare il bambino con me durante la giornata ed avere le mani libere per le altre faccende. Molto più smart delle fasce perchè si indossano in un istante, consentono di utilizzarle in molte posizioni diverse a secondo dell’età del bambino e possono essere utilizzate dalla nascita ai 3 anni. Inoltre sono gradite anche dai papà…il che non guasta se possiamo affidare ogni tanto il pupo al compagno… In commercio ne esistono tante ma è meglio affidarsi ad un marsupio ergonomico e strutturato. Guarda il nostro.

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8. Tiramisù, prosciutto crudo & co.

Dopo nove mesi senza alcuni alimenti e dopo aver affrontato una fatica fisica mastodontica come quella del parto a una donna può far piacere concedersi un pasto goloso fatto apposta per lei. Una neomamma ha moltissime cose a cui pensare e farle trovare un ottimo pasto pronto composto dai suoi alimenti preferiti potrebbe esserle sicuramente di grandissimo aiuto.

9. Silenzio e ascolto

Sarà forse un pò vaga come richiesta, ma è di queste due cose che credo abbiano anche e soprattutto bisogno le mamme dopo il parto,: silenzio e ascolto.
Non di consigli, quando non vengono richiesti. Non di compagnia quando ha semplicemente voglia di vivere qualche istante di solitudine con suo figlio o con sè stessa.

Non di essere tirata su di morale, mentre si sta godendo un sanissimo momento di malinconia, ma di silenzio e ascolto.

Dentro l’ascolto c’è tutto il resto: l’amore, la condivisione, i gesti che servono davvero, l’aiuto. Perché i bisogni di una mamma possono essere dei più disparati e sono spesso sorprendentemente mutevoli. Non generalizzate e non puntate tutto sulla vostra personale esperienza ed ideologia, chiedete. E sopratutto, ascoltate.

10. Una piega dal parrucchiere

Altra cosa fondamentale per sentirsi a posto è una sacrosanta piega dal parrucchiere che dovrebbe essere inserita tra i diritti costituzionali di una neomamma, insieme a del sushi e un bicchiere di vino bianco ghiacciato dopo quasi 9 mesi di astinenza.

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