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Metodo Montessori: cos’è e come applicarlo concretamente a casa. Ecco i 10 consigli per un approccio montessoriano

Metodo Montessori: cos’è e come applicarlo concretamente a casa. Ecco i 10 consigli per un approccio montessoriano

Il metodo educativo ideato dall’italiana Maria Montessori più di cent’anni fa sta vivendo una nuova primavera, sia nelle scuole sia a casa.

Probabilmente i motivi sono legati ad una maggiore consapevolezza dei genitori, che si accorgono del fatto che i bambini abbiano bisogno di uno sviluppo rispettoso della propria persona e dei propri tempi. O forse perché nell’adulto si sta consolidando l’idea che il bambino abbia bisogno di validi aiuti per svilupparsi nel migliore dei modi.

Ma cos’è il metodo Montessori? E perché è così valorizzato come metodo educativo dei bambini? E come posso adattare gli ambienti della casa per renderli Montessoriani?

Iniziamo oggi un viaggio che ci insegnerà come trasformare la nostra casa in una casa montessoriana, ideale per lo sviluppo armonioso dei nostri bambini.

I principi alla base del metodo Montessori infatti sono applicabili da tutti, anche in casa e in famiglia, pur non avendo a disposizione i materiali tipici di questo stile di apprendimento.

Il metodo Montessori è un metodo educativo alternativo a quello tradizionale, che si fonda sul principio dell’autoeducazione ed è messo in pratica con l’ausilio dei cosiddetti “materiali montessori”.

A voler essere precisi, non dovremmo nemmeno chiamarlo metodo ma pedagogia della crescita. Fu la stessa Maria Montessori a definire il suo rivoluzionario tipo di educazione un aiuto alla vita, un mezzo che permette al bambino di divenire forte ma nello stesso tempo flessibile, sicuro di sé ma anche capace di adattarsi alle circostanze che cambiano. 

Secondo la filosofia Montessori il bambino non è un vaso vuoto in cui l’adulto debba infilare nozioni, concetti e abilità: il bambino è un essere pieno di potenzialità, che contiene già in sé le proprie abilità. Il compito dell’adulto è quello di aiutarlo a tirarle fuori.

Per il conseguimento di questo risultato è molto importante che il bambino sia autonomo.

Se sarà autonomo fisicamente, saprà prendersi cura della sua persona senza l’aiuto dell’adulto (vestirsi, lavarsi, andare in bagno, mangiare da solo etc..) e guadagnerà consapevolezza di sé e quindi fiducia in se stesso.

Se sarà autonomo intellettivamente, saprà essere perseverante e dunque riuscirà a perseguire i suoi obiettivi e a mettere a frutto tutte le sue potenzialità.

Dunque, se aiutiamo il bambino a crescere dandogli la possibilità di esprimersi liberamente, rispettando i suoi tempi, favorendo l’autonomia e offrendo gli strumenti per soddisfare i suoi bisogni, cresceremo dei bambini indipendenti, sicuri e sereni. Bambini che un giorno saranno adulti, degli adulti responsabili, realizzati e felici.

Tutto questo, nel concreto, cosa significa? Come possiamo, da genitori, declinare questi concetti educativi nella quotidianità? 

Bisogna partire dai tre capisaldi della pedagogia montessoriana, ovvero:

1) Il bambino

2) L’adulto educatore

3) L’ambiente

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IL BAMBINO

Il bambino è il fulcro della pedagogia montessoriana. E’ posto al centro del sistema educativo che si basa sulla conoscenza del bambino così com’è realmente, non come noi adulti vorremmo che fosse o come lo immaginiamo.

Fondamentale è individuare i suoi bisogni favorendo l’ordine e l’ambientamento sui piani dei movimenti motori, dell’indipendenza e della concentrazione. 

I  bambini stessi possono essere lasciati liberi di scegliere i materiali, i giocatoli e gli strumenti che preferiscono utilizzare in un determinato momento, perché ogni esperienza rappresenta un’occasione di apprendimento.

IL RUOLO DELL’EDUCATORE

Che si tratti della maestra o del genitore, nella relazione con il bambino l’adulto deve essere il punto di riferimento e di guida ma deve saperlo aiutare facendo da cornice, rispettando il tempo del bambino (che, ricordiamolo, è molto più lento del nostro!), favorendo l’autonomia, lasciandolo esplorare e creando per lui un ambiente adatto a soddisfare i suoi bisogni.

Egli, dunque, svolge un ruolo di estrema importanza poiché deve essere un attento osservatore delle manifestazioni del bambino: individuando i suoi bisogni, prepara per lui un ambiente in cui possa trovare ciò di cui necessita per soddisfare tali bisogni. 

L’AMBIENTE MONTESSORIANO

Definito da Maria Montessori ambiente maestro, per la dottoressa questo era un elemento fondamentale.

Non è l’adulto a guidare il bambino durante la sua crescita ma è l’ambiente che lo circonda che lo attira naturalmente e gli permette di soddisfare le curiosità e i bisogni che lo aiutano a formare la sua personalità.

È dunque indispensabile che l’ambiente, non solo quello a scuola ma anche a casa, sia organizzato con cura, ordinato, predisposto in modo da favorire l’autonomia del bambino, con arredi e mobili a sua misura.

Deve essere caratterizzato da spazi pensati e sistemati in funzione dei suoi bisogni, tenendo sempre presente l’età del bambino. I giochi da proporre dovrebbero offrire valide possibilità di sviluppo ed essere scelti prediligendo materiali il più possibile naturali, come il legno.

10 consigli per un approccio montessoriano

1. Parola d’ordine: ORDINE

Maria Montessori credeva che i bambini imparassero meglio in un ambiente ordinato.

Il consiglio è di creare sezioni diverse in uno scaffale dove riporre libri, puzzle e giocattoli. È utile scegliere come contenitori ceste e cestini da posizionare ad altezze facilmente raggiungibili dai bambini.

L’abitudine all’ordine aiuta i bambini a comprendere quanto sia importante riporre giocattoli e oggetti al proprio posto alla fine della giornata.

Mettete a disposizione dei bambini giochi, mobili e oggetti realizzati in materiali adatti e delle dimensioni giuste per la loro età e statura.

2. Parola d’ordine: CONCENTRAZIONE

Secondo Maria Montessori, i bambini hanno bisogno di concentrarsi (” La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice. “) in alcune attività che richiedano l’utilizzo e il movimento delle mani.

Pensiamo alla classica scena in cui un bambino impara ad impilare dei cubetti di legno uno sull’altro.

In questa attività, che sembra un gioco, il bambino non si sta semplicemente divertendo ma sta apprendendo l’importanza della concentrazione e della coordinazione.

3. Parola d’ordine: LIBERTA’

Maria Montessori credeva che la libera scelta fosse il più importante dei processi mentali dell’essere umano. I bambini imparano molto di più e assorbono più informazioni quando vengono lasciati liberi di compiere le proprie scelte.

Libertà di scelta non significa però libertà di fare ciò che si vuole senza regole. Si tratta infatti di una libertà che porta alla capacità di scegliere la cosa giusta da fare.

E per il bambino la cosa giusta è decidere di soddisfare i propri bisogni per compiere un nuovo gradino del proprio percorso di crescita.

Dare la libertà al bambino di poter scegliere, decisioni piccole e non impegnative, ma che facciano sentire il suo pensiero importante, tanto quanto il nostro.

4. Parola d’ordine: STIMOLARE

Il bambino impara e apprende meglio se vive in un ambiente stimolante e ricco di oggetti interessanti che attirino la sua attenzione.

I bambini dovrebbero avere a disposizione tanti libri diversi, materiali con cui realizzare nuovi piccoli oggetti fatti a mano, strumenti per disegnare e colorare e tutto ciò che possa stimolare la loro creatività.

Anche un sottofondo di musica classica o rilassante può essere utile durante il gioco e l’apprendimento.

5. Parola d’ordine: RICOMPENSE

Maria Montessori non amava i sistemi di insegnamento basati sui premi e sulle punizioni perché riteneva che la vera ricompensa per il bambino doveva essere rappresentata dall’apprendimento stesso e dalla sua capacità di aver imparato qualcosa di nuovo grazie alla propria curiosità e alle proprie forze.

Secondo il metodo Montessori, il vero premio è riuscire a raggiungere l’obiettivo: completare un puzzle, versare l’acqua nel bicchiere o travasare una piantina.

6. Parola d’ordine: PRATICA

L’apprendimento dei bambini secondo il metodo Montessori avviene soprattutto attraverso attività pratiche durante l’età prescolare.

Le attività pratiche aiutano il bambino a stimolare il senso del tatto, della vista e dell’udito, ad imparare l’ordine, la concentrazione e l’indipendenza. Le attività utili ad affinare i sensi contribuiranno ad un migliore apprendimento durante i successivi anni di scuola.

Permettere al bambino, ove possibile, di utilizzare oggetti reali di uso quotidiano poiché l’utilizzo di oggetti d’imitazione crea nel bambino un sentimento di frustrazione dato dal non poter svolgere la determinata attività in modo reale e soddisfacente.

7. Parola d’ordine: GRUPPI MISTI

A scuola i bambini vengono distribuiti nelle diverse classi in base all’età, ma Maria Montessori credeva molto nella formazione di gruppi misti con bambini di età diverse perché riteneva che ciò fosse uno stimolo all’apprendimento.

Ad esempio i bambini più piccoli saranno incuriositi da ciò che fanno i più grandi e chiederanno loro delle spiegazioni.

A propria volta i grandi saranno felici di insegnare ai piccoli ciò che sanno fare e che hanno già imparato.

Questo consiglio è molto importante per i genitori che hanno bambini di età diverse. Le attività da svolgere insieme durante i lavori di gruppo possono includere: disegno, giardinaggio, lavoro a maglia e sport.

Uno dei principi alla base del metodo Montessori è proprio quello di lasciare interagire bambini di età diverse in modo che imparino gli uni dagli altri.

8. Parola d’ordine: IL CONTESTO

È importante, secondo il metodo Montessori, che gli argomenti e i concetti da apprendere siano inseriti nel giusto contesto.

In questo modo i bambini li comprenderanno e li ricorderanno meglio. Esempi concreti sono più facili da capire rispetto a concetti astratti.

Questo principio comprende anche quanto sia fondamentale capire che i bambini imparano meglio facendo qualcosa piuttosto che rimanendo semplicemente ad ascoltare.

9. Parola d’ordine: AUTOREVOLEZZA

Essere per il bambino una figura autorevole (ma non autoritaria).

Il bambino ha assoluto bisogno di regole, poche, chiare e motivate, ma sono regole che gli permettono di comprendere i limiti entro cui può agire e questo gli dà sicurezza.

Non va confuso il concetto di libertà di cui parla Montessori, spesso considerato come completa assenza di regole.

Nell’educazione montessoriana le regole sono presenti eccome; d’altronde il bambino vive in un gruppo che, grande o piccolo che sia, è una società dove tutti cooperano nel rispetto delle altre persone. 

10. Parola d’ordine: AUTODISCIPLINA

Il metodo Montessori incoraggia i bambini a sviluppare indipendenza e autodisciplina. Con il tempo i bambini impareranno a riconoscere quali sono le proprie passioni e inclinazioni e vi faranno comprendere lo stile di apprendimento che preferiscono.

Alcuni bambini amano la lettura, mentre altri sono più portati per le attività pratiche.

Maria Montessori ha cercato di unire in modo bilanciato tutti gli aspetti dell’apprendimento tanto che i principi base del suo metodo possono essere applicati ancora oggi sia dagli insegnanti che dai genitori.

Queste sono solo alcune delle accortezze che possiamo mettere in pratica per dimostrare ai nostri figli il rispetto della loro individualità e l’ascolto dei loro bisogni, ma se volete altri consigli pratici su come organizzare la casa in modo che il bambino possa coltivare le proprie predisposizioni e sviluppare la propria autonomia, vi appassioneranno i prossimi articoli!

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