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Palestrina Neonato: quale scegliere e perchè

Palestrina Neonato: quale scegliere e perchè

È ultimamente uno dei regali più gettonati per un neonato ed è l’elemento che sbuca fuori in tante foto dei primi mesi dei nostri cuccioli: stiamo parlando della palestrina per neonati.

Ma com’è fatta? Perché è così importante? Come sceglierla? Partiamo alla scoperta di questo piccolo, grande gioco.

Cos'è una palestrina per neonati

Spesso dai colori sgargianti, ma anche in bianco e nero o in palette pastello, a volte di plastica e altre ancora in legno, un must have della prima infanzia sono le palestrine per neonati.

Sono formate da una struttura ad arco, dalla quale pendono alcuni giochi, e in alcuni casi anche da un tappeto morbido integrato. 

Perchè usare una palestrina?

Sin dalla nascita il neonato risponde agli stimoli dell’ambiente e inizia a sperimentare il movimento del suo corpo nello spazio. 

Per favorire il suo sviluppo psicomotorio è fondamentale proporre più volte al giorno dei momenti in cui il neonato viene posizionato a terra, in un ambiente a sua misura.

La palestrina per neonati può rispondere proprio a questo bisogno evolutivo: permette infatti di allenare la muscolatura di capo e collo, che garantiranno un progressivo controllo dei movimenti della testa, e potenziare i muscoli di schiena, gambe e braccia, fondamentali per lo sviluppo motorio del neonato.

Le palestrine sono oggi una tra le tante opportunità offerte ai neogenitori per stimolare la crescita dei propri bimbi, rivelandosi utile ai neonati per sviluppare meglio la loro coordinazione motoria e sensoriale

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Gli oggetti presenti inoltre incentivano i primi tentativi di prensione, sia con le mani che con i piedi, e incoraggiano anche il movimento a tappeto (dapprima lo spostamento sul fianco, poi il rotolo completo e infine gli avanzamenti sul piano orizzontale, ovvero striscio e gattonamento).

Oltre a tutto questo la palestrina si rivela utile per lo sviluppo visivo e uditivo, grazie alla proposta di materiali specifici.

Affinché una palestrina permetta tutto ciò è fondamentale selezionare un modello adeguato ed avere alcuni accorgimenti nell’utilizzo.

Vediamo insieme come sceglierle.

Quale modello scegliere?

Sul mercato le offerte sono tantissime: c’è solamente l’imbarazzo della scelta. 

Nella maggior parte dei casi, le principali caratteristiche sono rappresentate da colorazioni sgargianti ed allegre, che riescono in qualche modo ad incuriosire il neonato.

Altre palestrine possono contare anche sulla presenza integrata di giochi musicali e delle luci, ma più che acquistare il prodotto in base e un marchio specifico, è consigliabile dare priorità alle proprie esigenze e a quello che si ritiene importante per il piccolo.

Per orientarci nella scelta del modello migliore è necessario analizzare tutte le parti che compongono una palestrina.

L'archetto

Un elemento imprescindibile è l’archetto: la struttura che sovrasta il neonato e sulla quale si appendono vari oggetti, che risultano lo stimolo principale. La prima caratteristica da valutare è la possibilità di rimuovere i giochi dell’archetto per poter variare le proposte: controllate quindi che la struttura lo permetta.

Un altro aspetto da considerare è la struttura: preferite sempre i modelli in cui lo spazio per i neonati al di sotto dell’arco sia sufficiente per permettere loro di muoversi e non li obblighi invece a stare fermi, fissi verso uno stesso stimolo.

Esistono anche delle palestrine dotate di archi mobili, che si possono aprire completamente e garantiscono uno spazio di esplorazione superiore alla media.

Per quanto riguarda l’altezza dell’arco da terra, in commercio si trovano alcuni modelli che permettono di regolare la struttura in base al punto che raggiunge il neonato.

Sebbene sia una buona possibilità, non si tratta di un elemento indispensabile: in tutte le palestrine si può infatti provare ad agganciare i giochi con delle corde, così da variare la distanza a seconda della crescita del neonato.

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Il tappeto

Il secondo elemento che spesso si trova integrato alla palestrina è il tappeto.

Per prima cosa occorre fare attenzione che la base non sia eccessivamente morbida: se il bambino vi affonderà, sarà limitata la sua esplorazione motoria.

Sempre in un’ottica evolutiva è bene evitare i tappeti lisci, sopra i quali sarà più difficile organizzare e controllare i movimenti; preferite invece le superfici che permettano un maggiore attrito.

Alcune palestrine hanno il tappeto ancorato con la palestrina stessa con gli archetti sganciabili in modo da poterlo poi riutilizzare come tappeto gioco una volta che il bimbo sarà troppo grande per la palestrina!

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I giochi

Prima regola: evitare la sovra-stimolazione. Ci sono palestrine che uniscono stimoli sonori, stimoli tattili, stimoli visivi e luminosi…

Per permettere al bambino di compiere un’esplorazione serena e favorire l’apprendimento occorre selezionare e proporre solamente pochi giochi per volta.

Seconda regola: alternare i giochi. È importante variare la proposta dei giochi appesi sulla palestrina, secondo i segnali di interesse del bambino e in relazione al suo stadio di sviluppo.

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Nel variare le proposte sfruttate tutte le diverse tipologie di stimoli: giochi in bianco e nero, oggetti colorati, specchi, materiali di diverse tipologie tattili, giochi per la dentizione…

Terza regola: materiali a norma per i più piccoli. Nella palestrina il neonato usa tutto il suo corpo: l’esplorazione non avviene solo con gli occhi, ma anche con le mani, i piedi, la bocca… 

Ricorda sempre di scegliere materiali sicuri, così da permettere ai vostri piccoli di non limitare in alcun modo la loro scoperta del mondo.

Questi materiali dovranno essere anche lavabili, per poter essere puliti all’occorrenza (saliva, rigurgiti, così come fuoriuscite dal pannolino sono all’ordine del giorno!).

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Da quando si usa?

Una domanda che si pone spesso i genitori è: quanti mesi si può iniziare a utilizzare la palestrina? 

Sul suo morbido tappeto ricco di giochi, il bambino potrà fin dai primi mesi di vita giocare e imparare e sviluppare in tutta la sicurezza i primi elementi di coordinazione motoria. 

Si sente spesso dire di introdurre la palestrina solo dopo i tre mesi o in alcuni casi anche più in là nel tempo, per un discorso per di più legato all’acuità visiva o alla capacità di manipolazione.

Io credo invece che un buon modello di palestrina e soprattutto una puntuale personalizzazione di questo strumento, nel rispetto delle esigenze evolutive, ne consenta l’utilizzo da subito.

Facciamo un esempio sull’esplorazione visiva: sappiamo che alla nascita un neonato ha una capacità di messa a fuoco di circa 25-30 cm ed è attratto dalle immagini a forte contrasto; la palestrina potrà quindi essere allestita con giochi in bianco e nero, a distanza ravvicinata, assicurandoci che inizialmente siano ben fermi sulla struttura ad arco.

Per quanto tempo?

Non c’è un limite prestabilito nell’uso della palestrina, tutt’al più che con la scelta di un buon modello e con delle proposte di stimolazione adeguate si rivela un momento prezioso per lo sviluppo psicomotorio del neonato.

Abbiate quindi solamente cura di leggere i segnali che il piccolo vi offrirà e di tradurli di volta in volta a seconda di ciò che vi sta dicendo: se si tratta di una richiesta di variare i giochi a disposizione, se è la domanda a voler cambiare la sua posizione o se infine si tratta di stanchezza ed è quindi utile concludere questo momento di gioco.

Come proporla?

Nel proporre il tempo di gioco nella palestrina occorre non solo allestire degli stimoli adeguati, ma avere cura anche di posizionare correttamente il neonato.

È consigliato variare sempre la posizione del neonato quando è sveglio e ciò vale anche per il tempo passato a tappeto: alternate sempre le posizioni a pancia in su, a pancia in giù e sul fianco.

Nel tempo sarà il bambino a farlo da sé, guidato dall’interesse per l’esplorazione dei giochi.

Un grande quesito che interroga spesso i genitori riguarda la possibilità di lasciare i neonati da soli nella palestrina.

Sicuramente una buona scelta del modello e delle proposte di gioco può tenere impegnati per un po’ i piccoli, permettendo a mamma e papà di sbrigare altre faccende. È però importante rimanere sempre nella stessa stanza, per monitorare la situazione.

Oltre ai momenti di esplorazione individuale cercate anche di riservare del tempo in cui affiancare i vostri bambini a tappeto: la mediazione di un adulto nel gioco, così come il supporto emotivo, sono due elementi preziosi che arricchiscono enormemente il processo di scoperta e apprendimento.

 

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