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Rigurgiti Neonato: i consigli per limitarli e quando preoccuparsi

Rigurgiti Neonato: i consigli per limitarli e quando preoccuparsi

Avete appena allattato o dato il biberon al vostro cucciolo, è tutto bello pulito e profumato, siete tutti pronti per uscire e….eccolo! Arriva puntuale come un orologio svizzero!

Un fantastico rigurgito che vi costringerà a cambiare il pupo (di nuovo!) e non solo…nella peggiore delle ipotesi anche voi potreste essere colpite dal “malefico” e puzzoso spruzzo di latte.

E che importa se è la prima volta che indossate il cardigan nuovo che non vedevate l’ora di indossare: il rigurgito non risparmia nessuno!

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I rigurgiti sono normali nei bambini?

Sì! Capita spesso che i genitori smarriti si preoccupino di fronte a un bimbo che rigurgita spesso, che piagnucola continuamente o in concomitanza della poppata e che bagna decine di bavaglini al giorno, a volte con materiale acido e maleodorante.

Spesso adottano tutte le soluzioni possibili (suggerite da parenti e amici “esperti”) a volte più dannose che proficue e infine, esasperati, dopo aver consultato internet, fanno una diagnosi preconfezionata di reflusso gastroesofageo con tanto di terapia farmacologica ed esami strumentali da eseguire! 

Niente di più errato. Dobbiamo stare attenti a distinguere un mero e fisiologico rigurgito da una vera malattia, diagnosticabile dal pediatra, che è il reflusso gastroesofageo.

Cosa è il rigurgito?

È la risalita del contenuto dello stomaco (latte insieme a succhi gastrici) su per l’esofago. Il rigurgito non si verifica perché il neonato ha mangiato troppo, anche se la foga con cui certe volte si alimenta può peggiorare le cose. La causa però è differente.

Il rigurgito è provocato dall’immaturità dell’apparato digerente dei piccoli. In particolare, a non funzionare ancora perfettamente è il cardias, la valvola che sta tra stomaco ed esofago: quando non si chiude bene, consente la risalita del cibo, del latte in questo caso.

Ecco quindi che è facile intuire che il rigurgito è solo un problema temporaneo, che di solito scompare dopo qualche mese e intorno all’anno d’età (con le dovute eccezioni) è solo un ricordo.

Se il bimbo ha un reflusso non complicato, passivo, involontario da rilassamento e apertura dello sfintere esofageo inferiore (LES, si trova alla bocca dello stomaco), non è irritabile e/o agitato e mangia e cresce regolarmente, viene definito “rigurgitatore felice”. Il reflusso è solo un problema di tutine e vestiti che la mamma dovrà lavare armandosi di santa pazienza.

Il rigurgito può avvenire subito o anche 1-2 ore dopo la poppata.

Il 50% dei i bambini dai 0 ai 3 mesi rigurgita almeno una volta al giorno, il picco massimo si ha verso i 2/4 mesi.

La percentuale di rigurgiti ad un mese è dell’80%, il 10% rigurgita ancora ad un anno di vita.

I bambini allattati esclusivamente al seno hanno minori probabilità di rigurgitare e quelli che rigurgitano dimostrano di avere minori fastidi perché il latte materno è più leggero (che non vuol dire meno sostanzioso) di quello formulato.

All’età di 2 anni, tutti gli episodi di rigurgito si risolvono spontaneamente.

Tuttavia, il rigurgito potrebbe capitare anche in bambini più grandicelli che non hanno mai avuto questa caratteristica o che hanno in passato rigurgitato pochissimo:

  • in concomitanza con la dentizione a causa dell’aumento della salivazione: l’ingestione di maggiore quantità di saliva può provocare rigurgiti più abbondanti
  • a causa di un raffreddore o allergie che possono dare ingestione di muco
  • in presenza di uno scatto di crescita che può dare una suzione più veloce e far ingurgitare più aria. Dopo uno scatto di crescita inoltre possono acuirsi o ripresentarsi problemi di sovrapproduzione o riflesso di emissione forte.

Il rigurgito si può prevenire?

Pur trattandosi di un fatto fisiologico, qualcosa per evitarlo si può fare.

  • Fare piccole e frequenti poppate. E’ più facile fare poppate più piccole allattando il bimbo prima che lo richieda.
  • Far “fare il ruttino” al bimbo: l’emissione dell’aria ingurgitata durante il pasto allontana un po’ il rischio del rigurgito. Talvolta però è proprio quello il momento in cui avviene. Tenete il bambino in posizione verticale e date dei colpetti leggeri sulla schiena. E ricordatevi di mettervi un fazzoletto o un canovaccio sulla spalla per “salvarvi” la maglietta.

Questi accorgimenti possono essere utilizzati anche con i bimbi alimentati con il latte artificiale, con cui si può aggiungere la tecnica  denominata “pacing feeding”.

Con questa tecnica, il bimbo è semi seduto e il biberon viene tenuto in posizione orizzontale così che la tettarella non si riempia completamente.

Inoltre, per evitare che il bimbo ingurgiti il latte troppo in fretta, si fanno pause ogni 10 poppate circa mettendo il biberon in posizione verticale, così che il latte non arrivi alla tettarella.

Inoltre, cercate il latte che più fa per vostro figlio: fatevi aiutare dal pediatra.

  • Evitate il più possibile di mettere il bambino in posizione distesa subito dopo aver bevuto il latte tenendolo il più possibile in verticale: no a sdraiette e passeggino, sì alla fascia o ad un marsupio ergonomico. Per lo stesso motivo, il cambio del pannolino andrebbe fatto prima di mangiare: alzargli le gambe provoca una pressione sullo stomaco che potrebbe favorire il rigurgito. Certo, il discorso cambia se evacua durante la poppata.
  • Per l’allattamento, sono da preferire la posizione di lato da sdraiati, col bimbo pancia contro pancia con la mamma, o con mamma in posizione reclinata e bimbo sdraiato sopra la mamma, di modo che lo stomaco non venga compresso in nessun modo. Oppure la posizione rugby, quella cioè con il corpo del bimbo messo sotto il braccio della mamma, coi piedini rivolti verso la sua schiena e la testa all’altezza del seno e sorretta dalla mano. Quando è più grande, è opportuna anche la posizione col bimbo di fronte alla mamma seduto a cavalcioni sulla sua gamba.
  • Infine un consiglio pragmatico: armarsi di santa pazienza e avere a portata di mano…. tanti bavaglini! In commercio ne esistono davvero tanti di ogni genere, prezzo e qualità e siamo sicuri che ne avete a migliaia a casa ma gira e rigira sono sempre sporchi, bagnati o poco efficienti.

Noi vi consigliamo i bavaglini Little Owl che garantiscono il massimo assorbimento possibile essendo realizzati con sei strati interni di cotone 100% di alta qualità privo di sostanze chimiche, sono ultra assorbenti, sono indossabili tutto il giorno mantenendo asciutto e fresco il petto del tuo bambino

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Infine, gli studi hanno dimostrato che non porta miglioramenti rialzare il materasso dove dorme il bimbo, anzi diventa pericoloso per la SIDS ed è quindi controindicato: il bimbo deve essere messo a dormire sulla schiena su un materasso rigido e piatto. Una cosa utile può essere il Nido per la Nanna che fa sì che il vostro bambino riposi confortevolmente sulla schiena evitando che si giri a pancia in giù; inoltre, l’angolo 7° stimola la digestione e una facile respirazione il che previene fastidiosi rigurgiti (oltre a previene il rischio di testa piatta e a ridurre le coliche). PER MAGGIORI INFO CLICCA QUI

Quando il rigurgito deve preoccupare?

Quando è molto abbondante e frequente (sembra più vomito e si presenta a getto), il bambino mostra segni di malessere (piange e si lamenta) prima di eliminare il latte dallo stomachino, quando non cresce bene (ad esempio, sporca pochi pannolini) o ha altri sintomi, come la tosse.

Potrebbe trattarsi di reflusso gastroesofageo, un disturbo più serio che va trattato dal pediatra. Ne abbiamo parlato approfonditamente in un altro articolo, clicca qui per leggerlo.

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